La Clementina di Calabria IGP
La Clementina di Calabria IGP è un incrocio tra arancio amaro e mandarino, che proviene forse dall’Algeria (secondo una delle ipotesi più accreditate, il loro nome richiamerebbe quello di Padre Clément Rodier di Misserghin, nel cui orto sarebbero state rinvenute). Coltivate in Italia sin dagli anni ’30, hanno trovato uno dei loro habitat ideali in Calabria. Raccolte da ottobre a febbraio, a seconda delle varietà, sono pressoché apireniche, ovvero senza semi (o ne hanno pochi); ricche di vitamine, aromatiche e molto dolci, risultano facili da sbucciare,
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La Pera Madernassa del Roero

La pera Madernassa è un tipico frutto del Roero, molto raro, nato nella omonima località del comune di Guarene. Si ritiene che sia un naturale incrocio tra una pera Martin Sec ed un pero selvatico. La Pianta Madre di questa cultivar è stata abbattuta nel 1914 ed aveva un diametro di circa 260 centimetri! Il frutto è lievemente appiattito alla base, la buccia ha una colorazione verde-giallastro con sfumature che, a seconda dell’ambiente di coltivazione, assumono tonalità dal rosso al grigio marrone, la polpa è particolarmente croccante e profumata, il sapore è dolce e leggermente tannico, con un buon tenore zuccherino.Le sue proprietà nutrizionali sono uniche nel suo genere. E’ una delle protagoniste della cucina del Roero. Si tratta di un frutto particolarmente adatto alla cottura ed ha una presenza importante nella cucina autunnale ed invernale, Viene utilizzata in numerose ricette che vanno dalle torte, alle confetture, ai liquori ed anche alle versioni locali della mostarda o “cognà”.

Fonte: http://www.confraternitadelbollito.it

IL RADICCHIO ROSSO DI TREVISO IGP TARDIVO
Il Radicchio Rosso di Treviso IGP tardivo è il re dei radicchi.
Prima di raggiungere le tavole dei gourmet che sanno apprezzarlo, richiede settimane di pazienti lavorazioni manuali.
Per essere l’autentico Radicchio Rosso di Treviso IGP deve provenire dall’area tipica posta fra le province di Treviso, Padova e Venezia e deve essere ottenuto secondo la tradizionale tecnica di forzatura ed imbianchimento durante la quale i mazzi, dopo la raccolta - che avviene normalmente a partire dai primi di novembre - vengono posti in vasche riempite con acqua corrente di risorgiva. Dopo circa quindici giorni, cioè una volta ottenuti i nuovi germogli, si procede con la fase di toelettatura, lavaggio e confezionamento. Una volta pronto, all’aspetto, si presenta nella tipica forma lanceolata, con germogli regolari e compatti che tendono a chiudersi all’apice.
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